Quel giorno, a Cana di Galilea, eravamo in compagnia di una Madre, per festeggiare la festa della vita per eccellenza: le nozze, l’inaugurazione di una nuova vita. Eppure, quel giorno, la festa non andò poi tanto bene: a metà banchetto venne a mancare il vino, l’elemento della gioia, la bevanda che rallegra i cuori, che unisce, che fa dimenticare le malinconie e che rende anche solo per un istante tutti amici. Se la gioia viene meno, anche la festa può trasformarsi in dramma. E quante volte pure a noi capita così: si cercano momenti per stare insieme, per rallegrarsi un po’, per stare bene, e poi, sul più bello, per i più svariati motivi, qualcosa non gira giusto, qualche parola di troppo, qualcuno si offende, e nel migliore dei casi si creano situazioni imbarazzanti che ci fanno dire “Che insopportabile quello o quest’altra! Un’altra volta non ci vado più”.

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