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Sono quasi quattordicimila i siti cattolici censiti da Francesco Diani nel sito www.siticattolici.it, e crescono al ritmo di decine al mese.
Rispetto a questo dato il sito della diocesi di Campobasso-Bojano arriva in ritardo, nonostante la “prova” (invero incerta e acerba, lasciatelo dire a chi l’ha curata) di uno spazio web che per un paio d’anni ha fornito comunque un piccolo servizio agli utenti. Ma proprio quel sito imperfetto e statico, che era nonostante tutto consultato da centinaia di interessati, ha dimostrato essere i tempi ormai maturi, anzi indilazionabili.
Finalmente, ora, un vero web master ha realizzato un vero sito, completo, articolato, interattivo.

A chi e a che cosa servirà?


La migliore risposta ci viene fornita, nientedimeno, che dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, il quale già dal 2002, in un documento significativamente dedicato a Chiesa e Internet, affermava, citando il Concilio, che “il progresso terreno è di grande importanza per il Regno di Dio” (GS, 39). E nessuno potrà dubitare che una delle manifestazioni più rivoluzionarie e perciò incisive del progresso terreno sia il Web, con tutti gli annessi e connessi degli strumenti tecnologici (Iphone, Ipad e compagnia bella) e dei social network (le piazze virtuali).
Dunque la Chiesa benedice Internet?
Certo che benedice Internet, ci mancherebbe. Anzi, dopo avere messo in guardia da un uso passivo e distorto delle enormi potenzialità della rete, la Chiesa arriva a manifestare persino una punta di impazienza verso chi rilutta ad aggiornarsi su queste “diavolerie”.
Il documento citato afferma infatti che “Le persone religiose … senza dubbio a volte saranno obbligate [sottolineo: obbligate] a modificare il proprio modo di pensare e di agire” perché “è importante che tutte le persone, a tutti i livelli ecclesiali [e chi non ricorda Benedetto XVI con un Ipad in mano?] utilizzino Internet in modo creativo … per svolgere la propria azione di Chiesa.” Ed ecco la tirata di orecchi ai conservatori: “Tirarsi indietro timidamente per paura della tecnologia o per qualche altro motivo non è accettabile”.
Cosa consente dunque Internet?
Molti di noi lo sanno. Ma i conservatori, attaccati alla carta-e-penna o alla macchina da scrivere o alla ormai “semplice” Tv, potrebbero scambiare le nostre convinzioni di filo-internettiani per velleitari entusiasmi.
Alla domanda risponde quindi ancora il Magistero.
“Internet … permette accesso immediato e diretto a importanti fonti religiose e spirituali, a grandi biblioteche, a musei e luoghi di culto, a documenti magisteriali, a scritti dei Padri e Dottori della Chiesa e alla saggezza religiosa di secoli. Ha la preziosa capacità di superare le distanze e l’isolamento, mettendo le persone in contatto con i loro simili di buona volontà, che fanno parte delle comunità virtuali di fede per incoraggiarsi e aiutarsi reciprocamente. La Chiesa può prestare un importante servizio ai cattolici e ai non cattolici selezionando e trasmettendo dati utili su Internet.
Internet è importante per molte attività e numerosi programmi ecclesiali quali l’evangelizzazione, la ri-evangelizzazione, la nuova evangelizzazione e la tradizionale opera missionaria ad gentes, la catechesi e altri tipi di educazione, notizie e informazioni, l’apologetica, governo, amministrazione e alcune forme di direzione spirituale e pastorale.
Incoraggiamo i gruppi legati alla Chiesa che non hanno ancora compiuto il passo per entrare nel cyberspazio a prendere in considerazione la possibilità di farlo al più presto. Raccomandiamo con forza lo scambio di idee e informazioni su Internet fra coloro che hanno esperienza in questo campo e coloro che invece sono principianti.
La Chiesa deve anche comprendere e utilizzare Internet come strumento di comunicazione interna. Per questo bisogna tener presente la sua natura speciale di mezzo diretto, immediato, interattivo e partecipativo”.
Chiaro?
Ma il documento pontificio non ha ancora detto tutto. Il sito diocesano infatti è destinato a interagire pienamente con Molisinsieme, il quindicinale delle diocesi molisane.
Il giornale potrà accentuare la sua dimensione di “formazione” incrementando i commenti e le opinioni, le riflessioni, le inchieste. Il sito fornirà invece notizie in tempo reale e corredate (ecco la potenza della multimedialità) di fotografie, filmati, tracce audio. Insomma una documentazione completa e sfaccettata.
Ma un’altra fondamentale funzione è chiamato ad assolvere questo sito: la nascita di un’opinione pubblica nella chiesa locale. Già auspicata da Pio XII, richiesta a gran voce dal Vaticano II, l’opinione pubblica nella chiesa locale deve ancora crescere. Non sono certo le opinioni che mancano, ma sono scarsi i luoghi in cui confrontarsi con regolarità, con frequenza, con profitto. Il sito, i forum, la community possono essere continue occasioni di incontro e preludio e stimolo ad altri incontri, ad altre forme non più virtuali ma reali di comunicazione.
Da questo punto di vista si pensi soltanto all’enorme vantaggio che trova, con la partecipazione telematica al dibattito, chi è penalizzato dall’abitare in paesi in cui è forse difficile trovare persone con cui avviare certe conversazioni o ricevere adeguate risposte a urgenti e importanti domande.
In definitiva questo sito nasce con una grande speranza: di diventare uno strumento efficace di annuncio del Regno. Che non può certo sostituire la parola pronunciata e ascoltata, né tantomeno la testimonianza. Ma con l’una e con l’altra può ben integrarsi.
Chissà quale sarebbe stato l’indirizzo mail di San Paolo! Forse [email protected]so.it? E invece delle Lettere apostoliche avremmo forse avuto le Newsletter?

www.diocesicampobassobojano.it

Andrea de Lisio